Un ospedale per Adwa

Amici Adwa / Associazione Amici di Adwa onlus
Un ospedale per Adwa

Quando ci si immagina un ospedale in Africa, ci si aspetta una casupola di fango nel deserto, o un edificio fatiscente con qualche stanzetta scarna.

Mosche, sporcizia, cattivo odore...

L'ospedale governativo di Adwa in Etiopia ci assomiglia abbastanza... è una ex scuola costruita dagli italiani in epoca coloniale. Le pareti sono state ridipinte qualche anno fa almeno nel reparto pediatrico, grazie alle suore che andavano a trovare i bambini malati. Ma l'odore è quello che ci si immagina. Le condizioni igieniche sono terribili. La gente di Adwa lo sa: se entri lì dentro è difficile uscirne vivi.

L'armadio dei farmaci è sempre vuoto. Nella dispensa della cucina si intravede un po' di farina di teff per l'injera e poco altro. Le lenzuola nei letti sono un optional. C'è un solo medico per tutto l'ospedale. Quello che si definisce "chirurgo" ha fatto un corso di 3 mesi e "tirocinio"  durante la guerra... quasi un macellaio.

Le suore salesiane della missione Kidane Mehret di Adwa hanno depositato memorie in cui dichiarano di non voler essere mai ricoverate là dentro, nemmeno in punto di morte!

Da qualche anno le autorità locali le hanno supplicate di prendere a cuore questa emergenza sanitaria. Loro stesse hanno calcolato che nella loro scuola e nel programma di adozioni a distanza, in questi 20 anni sul campo, hanno perso almeno il 15 % di studenti, lavoratori, genitori, spesso per malattie curabilissime...

Ecco perchè hanno lanciato il Progetto Ospedale.

Il progetto è molto ambizioso, e farà dimenticare l'immagine della casupola nel deserto.

Sarà un edificio paragonabile agli standard europei, ovviamente adattato alla cultura locale e alle condizioni climatiche e logistiche di Adwa (per esempio meglio evitare ascensori: nessuno saprebbe fare manutenzione e la corrente elettrica va e viene!).

Avrà un reparto di ostetricia e ginecologia, un pronto soccorso e un poliambulatorio.

L'associazione ASPOS di medici e infermieri di Padova sta affiancando suor Laura Girotto nella progettazione, e già oggi offre assistenza negli ambulatori provvisori allestiti all'interno della missione.

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Abbracci ricevuti

  • Lucia Cerritelli 13/03/2014 Lucia Cerritelli

  • rosy govoni 14/03/2014 rosy govoni

    Se per caso qualche povero diavolo ricorre a te per essere aiutato, tu aiutalo: né badare com'è vestito, né se abbia viso di persona da poterti rendere, un giorno o l'altro, il piacere che gli fai. (Marie-Catherine d'Aulnoy)

  • Cecilia Lambertini 19/03/2014 Cecilia Lambertini

  • Zattera Urbana 24/03/2014 Zattera Urbana

  • Marinella Balboni 25/03/2014 Marinella Balboni