Rimini: l'albergatrice amica dei senzatetto

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Rimini: l'albergatrice amica dei senzatetto

In questi giorni le cronache italiane sono monopolizzate dall’emergenza freddo e dalle temperature polari che mettono a rischio persone anziane, bambini e tutte le categorie sociali più svantaggiate. Ma, tra le altre, spicca una notizia positiva: sulla riviera romagnola esiste un albergo che, ogni anno, quando le temperature diventano più rigide, apre le sue porte ai senza fissa dimora, alle ragazze madri e alle famiglie indigenti, che altrimenti rischierebbero di diventare le prime vittime dell’emergenza gelo.

Questo piccolo albergo, che una volta all’anno si trasforma in luogo di accoglienza per i meno fortunati, si trova a Rimini ed è gestito da Antonietta Curcio in Cimino e dalla sua famiglia. Dal 2006 Antonietta, di origine salernitana e albergatrice a Rimini da circa 40 anni, ogni inverno mette la sua struttura e il suo personale a disposizione dei meno fortunati, offrendo loro pernottamento e prima colazione - con servizio ai tavoli e personale ai piani compresi.

Questa esperienza di generosità verso i meno fortunati si ripete ormai da sei inverni consecutivi e nasce da un grave lutto familiare. Nel 2003 Antonietta perde il figlio minore, Osman, in un incidente stradale e, da allora, le capita spesso di sognare il figlio prematuramente scomparso. Nel gennaio 2006, però, Antonietta fa un sogno molto diverso dagli altri: “Anche quella volta, come spesso mi capita, sognai Osman. Era un periodo terribile, avevo perso qualsiasi interesse nella vita. Nel sogno gli chiesi di portarmi via con lui. Ma lui mi rispose: “No, mamma, tu devi vivere, puoi ancora aiutare tanta gente”, racconta commossa.

Sconvolta da sogno, Antonietta non riesce più a dormire e decide di fare due passi a piedi, da casa all’Hotel Britannia. Ha nevicato da poco, le strade sono ghiacciate e fa molto freddo. Continua a pensare al sogno, ma messaggio non le è chiaro. Durante il tragitto incontra alcuni senzatetto che cercano di scaldarsi come possono e, dopo essere arrivata in albergo e aver apprezzato la piacevole sensazione di avere un luogo caldo in cui passare la notte, riflette su cosa potrebbe fare di concreto per “aiutare tanta gente”. Forse la sua missione è proprio quella: dare ai meno fortunati in un rifugio caldo e sicuro per la notte. “Ho capito”, ha detto Antonietta, “che potevo accogliere i poveri che soffrivano per il freddo”.

Il giorno dopo telefona al sindaco e al responsabile della Caritas locale, che proprio in quei giorni avevano lanciato una richiesta di aiuto per i senzatetto colpiti dall’emergenza freddo. E alla domanda “quanti posti ha disposizione?”, Antonietta risponde senza esitazioni: “Tutto l’albergo e per una settimana intera. Trentatré stanze. Tutto gratis: pernottamento, colazione e camerieri. Da subito”. “Dirottai in un altro albergo di nostra proprietà i clienti che avevo in quel periodo”, continua Antonietta, “dissi al personale che da quel momento tutti dovevano essere a disposizione di queste nuove persone e mi ritrovai catapultata in un altro mondo”.

All’inizio, molti dei nuovi ospiti dell’hotel Britannia erano piuttosto scettici. “Qualcuno mi ha anche chiesto dov’era la fregatura”, ha spiegato Antonietta, “Dovevo insistere perché la mattina si servissero a piacimento dal buffet della colazione. C’era chi mi continuava a chiedere: “Ma davvero posso?”. Ricordo una signora anziana, che mangiava sempre in piedi. Le chiesi come mai. Mi disse: “È il mio modo di ringraziare chi mi offre un bicchiere d’acqua e un po’ di pane”. E quando usciva dall’albergo, camminava all’indietro, facendo l’inchino per non darmi le spalle”. Ma il gesto più bello l’ha ricevuto da un mendicante, che le ha portato un rametto d’orchidea per il figlio Osman dicendole: “Perché so che è grazie a lui se ora sono qui”.

Quando le temperature si irrigidiscono, al Britannia arrivano gli indigenti e i senza fissa dimora da Rimini e dintorni, sia italiani che stranieri, che non hanno trovato posto in altre strutture. Qui trovano un letto, una doccia calda e del cibo: alcuni restano una sola notte, altri tutta la settimana. “Lo scorso anno sono venuti quasi in 200, ormai la voce si è sparsa” continua Antonietta.“Se tutti gli alberghi lasciassero anche una sola stanza a disposizione di queste persone nei mesi più freddi, si salverebbero molte vite e non si ripeterebbero tragedie come quelle dei neonati che perdono la vita per il freddo”.

La notizia dell’albergatrice amica dei senzatetto ha fatto il giro d’Italia e Antonietta colleziona premi e riconoscimenti, ma è una persona molto riservata e prova sempre un po’ in imbarazzo in questi casi. E a chi l’accusa di farsi pubblicità gratuita, risponde con grandissima serenità: “Va tutto bene, se questo serve agli indigenti, che sono i miei ospiti più importanti. Hanno messo piede in albergo un po’ intimiditi: non volevano credere che li accogliessi gratis. Poi siamo diventati amici. So che qualche mio cliente storce il naso: non gli piace stare nello stesso posto con loro. Ma non mi importa. Aiutando i bisognosi rispetto la volontà di mio figlio. Sono certa che Osman è felice per quello che io, suo padre e suo fratello Domenico stiamo facendo”.

Una storia davvero bella, questa di Antonietta Curcio, che ci insegna che anche il dolore più profondo e lancinante può trasformarsi in amore, generosità e solidarietà verso molte altre persone.


Antonietta Curcio    

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Abbracci ricevuti

  • Ginevra Sanguigno 03/02/2012 Ginevra Sanguigno

    un grande abbraccio Antonella ! Ginevra

  • Loretta Ramazzotti Ramazzotti 04/02/2012 Loretta Ramazzotti Ramazzotti

    E' bello sapere che al mondo c'è gente così, aiuta ad affrontare quello che di orrendo capita di incontrare. Bravissima.

  • laura manganelli 18/02/2012 laura manganelli

    Un'iniziativa davvero speciale che apre il cuore

  • Chiara Arroi 19/02/2012 Chiara Arroi

    Grande esempio di solidarietà. I valori esistono anche nel profit. un abbraccio forte

  • Alessia Barile 16/11/2016 Alessia Barile

    Perche nn conosco io gente cosi che aiuta mia madre invece di vederla morire giorno per giorno un bacio grande alessia barile